Affissioni personalizzate

16 06 2008

Se guidi la popolare utilitaria BMW e hai il portachiavi Rfid, negli Stati Uniti i cartelloni pubblicitari pubblicano messaggi su misura per te!

Immaginatevi la scena. Bella giornata. Aria tiepida che vi scompiglia i capelli mentre guidate la vostra macchina scoperta. A lato dell’autostrada i soliti cartelloni pubblicitari. Uno in particolare, con un grande display. Vi aspetta al varco e quando vi avvicinate, il messaggio cambia e compare: «Salve Jim. Bella giornata per guidare col tetto abbassato». Oppure: «È uno di quei giorni che dovresti passare in barca a vela». E magari vi fa pure gli auguri di buon compleanno!

L’affissione che vi parla in modo personalizzato (ma solo se appartenete all’esclusivo club dei possessori statunitensi di Mini) è l’ultima iniziativa di BMW, che sta esplorando in questo modo nuove strade di creare buzz, tribal feeling, viral generation!

Oltre 4.500 proprietari della leggendaria macchinetta Hanno accettato di rivelare i propri piccoli segreti al marketing aziendale (o almeno di passare un po’ di informazioni personali), attraverso la compilazione di un questionario posto sul sito web dell’azienda. Tra i dati richiesti, nome, professioni, passatempi preferiti, soprannome della propria automobile (pare sia infatti abbastanza diffuso tra i possessori di Mini l’uso di affibbiare al veicolo un nomignolo).

In cambio, i guidatori hanno ricevuto un portachiavi, personalizzato attraverso l’inserimento del solito,diabolico, chip Rfid – quel piccolo circuito elettronico che strilla la nostra identità attraverso onde radio di corta portata. L’esatto opposto del concetto di privacy.

L’azienda bavarese ha provveduto a installare grandi cartelloni pubblicitari a San Francisco, New York, Chicago e Miami , dotandoli di un gigantesco display e di un sensore in grado di rilevare l’avvicinarsi di uno dei guidatori “schedati”, in modo da permettere al sistema di riconoscere il bersaglio da 150 metri di distanza, predisporre un simpatico messaggio personalizzato e emetterlo. Gratificando così il target specifico della comunicazione e facendo sapere al resto del mondo che uno degli happy few Mini sta transitando nei paraggi.

Il concetto strategico della campagna è infatti totalemente basato sulla particolare personalità del target Mini (o sull’immagine che Mini vuole dare di sé… ma chissà se è nato prima il branding o il consumatore che ha uno stile di vita compatibile con quella marca).

La chiave di volta è la generazione di quel caldo senso di affetto e riconoscenza derivante dallo scoprire che l’azienda cui hai cacciato un pacco di dollari (tra i 18.000 e i 26.000) ti parla, si ricorda delle tue preferenze e racconta al mondo i particolari della tua vita.

Fonte: Roberto Venturini


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